Mercoledì 7 maggio si è tenuto a Verona, presso la libreria "Pagina 12" il terzo ed ultimo incontro degli "Esercizi di Psichiatria Critica". Gli incontri sono stati organizzati da "Associazione inTransito", "Cooperativa Sociale Panta Rei" e "Psichiatria Democratica" come occasione per presentare/discutere tre volumi recenti e con lo scopo (come espresso nella locandina) di "discutere insieme in modo aperto ed amichevole di quegli aspetti così complessi ma insieme affascinanti che sono la trama del lavoro quotidiano nel campo della salute mentale. La relazione e la presa in carico, il dialogo con la follia, il lavoro di gruppo, la sofferenza e la sua cura, le storie e la Storia."
E’ possibile delineare un modo della cura che sia all'altezza della follia, che per sua natura scardina tutto ciò che è positivo, lineare, logico?
Gli Autori di questo testo, a cura di Graziano Valent, propongono di guardare alle contraddizioni della follia come a figure essenziali dell’umano e di misurarsi nel rapporto terapeutico con chi sfida i confini del senso facendosi guidare dalla dialettica. Dialettica “intesa come teoria del senso, ossia come logica della realtà e insieme del significato”, che nella definizione del filosofo Italo Valent è descritta come “un altro vocabolo greco foriero di grandiosi sviluppi […] dice essenzialmente tre cose: 1) il divincolarsi delle cose l’una dall'altra, l’una contro l’altra, come un dispiegarsi che tutto congiunge e governa; 2) nel vincolo così concepito si realizza tanto l’identità quanto la differenza delle cose; 3) la necessità del divincolante di divincolarsi è tale da impegnare anche se stessa. Tutto ciò chiamiamo anche ‘relazione’.”
Argomenti sui significati della follia e della relazione di cura elaborati in conferenze, lezioni, seminari, conversazioni private.
Il pensiero dialettico di Italo Valent si ritrova così in relazione con l’azione rivoluzionaria di Franco Basaglia, in cui l’etica del filosofo e la concreta utopia basagliana si riconoscono nelle sue stesse parole: “Piena realizzazione di un’etica della follia sarebbe il passaggio dalla liberazione dalla follia alla liberazione della follia: cioè il passaggio dalla cura alla condivisione, dalla restrizione e separazione della follia al suo pieno diritto di cittadinanza.”
Prendendo corpo in una pratica territoriale audace e responsabile, l’approccio dialettico-relazionale mostra l’unità di senso-nonsenso, ragione-sragione, identità-differenza, soggetto-oggetto, parte-tutto, e insieme indica un modo di accogliere e curare il folle nel segno della possibilità.
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mercoledì 7 maggio 2014
giovedì 10 aprile 2014
Vieri Marzi, Scritti scelti 1968-2001. Psichiatria, Filosofia, Politica - Alessandro Ricci
Giovedì 10 aprile si è tenuto a Verona, presso la libreria "Pagina
12" il secondo incontro degli "Esercizi di Psichiatria Critica".
Gli incontri sono stati organizzati da "Associazione inTransito",
"Cooperativa Sociale Panta Rei" e "Psichiatria Democratica"
come occasione per presentare/discutere tre volumi recenti e con lo scopo
(come espresso nella locandina) di "discutere insieme in modo aperto ed
amichevole di quegli aspetti così complessi ma insieme affascinanti che sono la
trama del lavoro quotidiano nel campo della salute mentale. La relazione e la
presa in carico, il dialogo con la follia, il lavoro di gruppo, la sofferenza e
la sua cura, le storie e la Storia."
Questo volume, a cura di Cesare Bondioli, Alessandro Ricci, Maria Pia Teodori, Paolo Tranchina, raccoglie una serie di scritti scelti tra il 1968 e il 2001. Vieri Marzi è
stato un protagonista della riforma psichiatrica italiana e tra i fondatori di
Psichiatria Democratica, redattore dei Fogli di Informazione e dedicatosi anche
alla didattica con l’associazione fiorentina Psicoterapia Concreta, nata nel
1989 come gruppo di ricerca e di lavoro a partire, come si legge
nell’introduzione di Alessandro Ricci, “dalla esigenza di provare a risolvere
l’insoddisfazione da un lato per le correnti e le teorie psicologiche sulla
normalità e la malattia, dall’altro per i livelli di teorizzazione delle
pratiche antistituzionali italiane”. A partire dagli insegnamenti della
psichiatria antistituzionale, Vieri Marzi si è confrontato con i temi più
ardui: il rapporto soggetto-oggetto, la relazione terapeutica, il singolo e il
gruppo, il delirio. Da qui, “visto l’oblio, tranne situazioni occasionali, in
cui le esperienze italiane di superamento del manicomio e di costruzione dei
servizi di salute mentale innovativi sono finite […] la pubblicazione di questi
scritti si pone più come un punto di partenza che di arrivo; la speranza cioè
non è solo quella di stimolare riflessioni su temi complessi, ma anche di
suscitare curiosità, voglia di conoscere più da vicino, da parte degli
operatori che oggi sono impegnati nei servizi, una esperienza che è rimasta
unica nel panorama internazionale, e che, ancora oggi, anzi, tanto più oggi, ha
ancora tantissimo da insegnare.”
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giovedì 27 marzo 2014
Quarant'anni di Fogli d'Informazione. Psichiatria, Psicoterapia, Istituzioni - Paolo Tranchina
Giovedì 27 marzo
si è tenuto a Verona, presso la libreria "Pagina 12" il primo
incontro degli "Esercizi di Psichiatria Critica". Gli incontri sono
stati organizzati da "Associazione inTransito", "Cooperativa
Sociale Panta Rei" e "Psichiatria Democratica" come occasione
per presentare/discutere tre volumi recenti e con lo scopo (come espresso
nella locandina) di "discutere insieme in modo aperto ed amichevole di
quegli aspetti così complessi ma insieme affascinanti che sono la trama del
lavoro quotidiano nel campo della salute mentale. La relazione e la presa in
carico, il dialogo con la follia, il lavoro di gruppo, la sofferenza e la sua
cura, le storie e la Storia."
“La rivista
Fogli di Informazione nasce a Milano, all’inizio degli anni 1970, da un doppio
incontro, con Franco Basaglia a Londra e Edimburgo – per un servizio televisivo
con Mario Mariani sulle esperienze antipsichiatriche inglesi, Ronald Laing,
David Cooper, e la comunità terapeutica di Maxwell Jones, in Scozia – e con
Agostino Pirella e la sua equipe, all’OP di Gorizia.” racconta Paolo Tranchina
nella prima parte del volume “[...] ogni numero era legato anche ad un
dibattito […]. Questi dibattiti itineranti hanno avuto molta importanza nel
socializzare le conoscenze, verificare le contraddizioni, confrontare pratiche
e modelli di intervento, sostenere esperienze isolate, ricoprendo un ruolo di
rilievo nella diffusione di Psichiatria Democratica. Numero dopo numero, per 40
anni, i Fogli sono stati strumento di diffusione e pensiero critico del
movimento antiistituzionale italiano. […] sono stati insomma […] una specie di
network, rete di comunicazione, Internet degli anni ’70-’80. Come tali, il loro
ruolo è stato insostituibile per tenere insieme e rafforzare il movimento,
scambiare notizie, informazioni, affetti, fare verifiche, progetti, inventare
utopie.”
Il volume, a
cura di Paolo Tranchina e Maria Pia Teodori, ha lo scopo di fare “il punto
della situazione attuale” e ricordare come “i Fogli intendono continuare a
coniugare opposti inconciliabili”, guardando quindi al passato per portare
ancora avanti rete, scambio, idee, movimento. Tra le pagine si affrontano così i
temi salienti della salute mentale e della pratica nei Servizi, ripercorrendo
la storia della psichiatria italiana. “Come custodi della nostra memoria, dei
nostri tragitti pratico-teorici, i Fogli sono una parte fondamentale della
nostra storia a cui tornare, su cui soffermarci, riflettere in profondità per
continuare a ripartire.”
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