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mercoledì 7 maggio 2014

Esercitazioni sulla follia. L'approccio dialettico-relazionale in psichiatria. - Graziano Valent

Mercoledì 7 maggio si è tenuto a Verona, presso la libreria "Pagina 12" il terzo ed ultimo incontro degli "Esercizi di Psichiatria Critica". Gli incontri sono stati organizzati da "Associazione inTransito", "Cooperativa Sociale Panta Rei" e "Psichiatria Democratica" come occasione per presentare/discutere tre volumi recenti e con  lo scopo (come espresso nella locandina) di "discutere insieme in modo aperto ed amichevole di quegli aspetti così complessi ma insieme affascinanti che sono la trama del lavoro quotidiano nel campo della salute mentale. La relazione e la presa in carico, il dialogo con la follia, il lavoro di gruppo, la sofferenza e la sua cura, le storie e la Storia."

E’ possibile delineare un modo della cura che sia all'altezza della follia, che per sua natura scardina tutto ciò che è positivo, lineare, logico?
Gli Autori di questo testo, a cura di Graziano Valent, propongono di guardare alle contraddizioni della follia come a figure essenziali dell’umano e di misurarsi nel rapporto terapeutico con chi sfida i confini del senso facendosi guidare dalla dialettica. Dialettica “intesa come teoria del senso, ossia come logica della realtà e insieme del significato”, che nella definizione del filosofo Italo Valent è descritta come “un altro vocabolo greco foriero di grandiosi sviluppi […] dice essenzialmente tre cose: 1) il divincolarsi delle cose l’una dall'altra, l’una contro l’altra, come un dispiegarsi che tutto congiunge e governa; 2) nel vincolo così concepito si realizza tanto l’identità quanto la differenza delle cose; 3) la necessità del divincolante di divincolarsi è tale da impegnare anche se stessa. Tutto ciò chiamiamo anche ‘relazione’.”
Argomenti sui significati della follia e della relazione di cura elaborati in conferenze, lezioni, seminari, conversazioni private. Il pensiero dialettico di Italo Valent si ritrova così in relazione con l’azione rivoluzionaria di Franco Basaglia, in cui l’etica del filosofo e la concreta utopia basagliana si riconoscono nelle sue stesse parole: “Piena realizzazione di un’etica della follia sarebbe il passaggio dalla liberazione dalla follia alla liberazione della follia: cioè il passaggio dalla cura alla condivisione, dalla restrizione e separazione della follia al suo pieno diritto di cittadinanza.”
Prendendo corpo in una pratica territoriale audace e responsabile, l’approccio dialettico-relazionale mostra l’unità di senso-nonsenso, ragione-sragione, identità-differenza, soggetto-oggetto, parte-tutto, e insieme indica un modo di accogliere e curare il folle nel segno della possibilità.

giovedì 10 aprile 2014

Vieri Marzi, Scritti scelti 1968-2001. Psichiatria, Filosofia, Politica - Alessandro Ricci

Giovedì 10 aprile si è tenuto a Verona, presso la libreria "Pagina 12" il secondo incontro degli "Esercizi di Psichiatria Critica". Gli incontri sono stati organizzati da "Associazione inTransito", "Cooperativa Sociale Panta Rei" e "Psichiatria Democratica" come occasione per presentare/discutere tre volumi recenti e con  lo scopo (come espresso nella locandina) di "discutere insieme in modo aperto ed amichevole di quegli aspetti così complessi ma insieme affascinanti che sono la trama del lavoro quotidiano nel campo della salute mentale. La relazione e la presa in carico, il dialogo con la follia, il lavoro di gruppo, la sofferenza e la sua cura, le storie e la Storia."

Questo volume, a cura di Cesare Bondioli, Alessandro Ricci, Maria Pia Teodori, Paolo Tranchina, raccoglie una serie di scritti scelti tra il 1968 e il 2001. Vieri Marzi è stato un protagonista della riforma psichiatrica italiana e tra i fondatori di Psichiatria Democratica, redattore dei Fogli di Informazione e dedicatosi anche alla didattica con l’associazione fiorentina Psicoterapia Concreta, nata nel 1989 come gruppo di ricerca e di lavoro a partire, come si legge nell’introduzione di Alessandro Ricci, “dalla esigenza di provare a risolvere l’insoddisfazione da un lato per le correnti e le teorie psicologiche sulla normalità e la malattia, dall’altro per i livelli di teorizzazione delle pratiche antistituzionali italiane”. A partire dagli insegnamenti della psichiatria antistituzionale, Vieri Marzi si è confrontato con i temi più ardui: il rapporto soggetto-oggetto, la relazione terapeutica, il singolo e il gruppo, il delirio. Da qui, “visto l’oblio, tranne situazioni occasionali, in cui le esperienze italiane di superamento del manicomio e di costruzione dei servizi di salute mentale innovativi sono finite […] la pubblicazione di questi scritti si pone più come un punto di partenza che di arrivo; la speranza cioè non è solo quella di stimolare riflessioni su temi complessi, ma anche di suscitare curiosità, voglia di conoscere più da vicino, da parte degli operatori che oggi sono impegnati nei servizi, una esperienza che è rimasta unica nel panorama internazionale, e che, ancora oggi, anzi, tanto più oggi, ha ancora tantissimo da insegnare.”

“Viviamo come se la nostra mente fosse individuale invece siamo gruppo.” Vieri Marzi

giovedì 27 marzo 2014

Quarant'anni di Fogli d'Informazione. Psichiatria, Psicoterapia, Istituzioni - Paolo Tranchina

Giovedì 27 marzo si è tenuto a Verona, presso la libreria "Pagina 12" il primo incontro degli "Esercizi di Psichiatria Critica". Gli incontri sono stati organizzati da "Associazione inTransito", "Cooperativa Sociale Panta Rei" e "Psichiatria Democratica" come occasione per presentare/discutere tre volumi recenti e con  lo scopo (come espresso nella locandina) di "discutere insieme in modo aperto ed amichevole di quegli aspetti così complessi ma insieme affascinanti che sono la trama del lavoro quotidiano nel campo della salute mentale. La relazione e la presa in carico, il dialogo con la follia, il lavoro di gruppo, la sofferenza e la sua cura, le storie e la Storia."

“La rivista Fogli di Informazione nasce a Milano, all’inizio degli anni 1970, da un doppio incontro, con Franco Basaglia a Londra e Edimburgo – per un servizio televisivo con Mario Mariani sulle esperienze antipsichiatriche inglesi, Ronald Laing, David Cooper, e la comunità terapeutica di Maxwell Jones, in Scozia – e con Agostino Pirella e la sua equipe, all’OP di Gorizia.” racconta Paolo Tranchina nella prima parte del volume “[...] ogni numero era legato anche ad un dibattito […]. Questi dibattiti itineranti hanno avuto molta importanza nel socializzare le conoscenze, verificare le contraddizioni, confrontare pratiche e modelli di intervento, sostenere esperienze isolate, ricoprendo un ruolo di rilievo nella diffusione di Psichiatria Democratica. Numero dopo numero, per 40 anni, i Fogli sono stati strumento di diffusione e pensiero critico del movimento antiistituzionale italiano. […] sono stati insomma […] una specie di network, rete di comunicazione, Internet degli anni ’70-’80. Come tali, il loro ruolo è stato insostituibile per tenere insieme e rafforzare il movimento, scambiare notizie, informazioni, affetti, fare verifiche, progetti, inventare utopie.”
Il volume, a cura di Paolo Tranchina e Maria Pia Teodori, ha lo scopo di fare “il punto della situazione attuale” e ricordare come “i Fogli intendono continuare a coniugare opposti inconciliabili”, guardando quindi al passato per portare ancora avanti rete, scambio, idee, movimento. Tra le pagine si affrontano così i temi salienti della salute mentale e della pratica nei Servizi, ripercorrendo la storia della psichiatria italiana. “Come custodi della nostra memoria, dei nostri tragitti pratico-teorici, i Fogli sono una parte fondamentale della nostra storia a cui tornare, su cui soffermarci, riflettere in profondità per continuare a ripartire.”